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Abu Simbel


Abu Simbel

A circa 260 km a sud di diga di Aswan, il faraone Ramses II fece costruire due templi destinati a testimoniare la gloria di se stesso ed il suo amore per Nefertari. Entrambi i templi sono scavati nella roccia e sono formati da una serie di ambienti e camere che conducono al santuario. Il santuario del tempio di Ramses II era dedicato a 3 grandi dei: Amon-Ra (dio solare), Ptah (dio dell’oscurità) e Ra' Ho Akthi (il sole che sorge all’orizzonte). Grazie all’orientamento del tempio, due volte l’anno i raggi del sole nascente entrano illuminando le statue di Ra, Ramses deificato e Amon Ra, lasciando in ombra quelli di Ptah. Sulla facciata del tempio di Abu Simbel si ergono 4 colossali statue, di 20 mt l’una che raffigurano il faraone stesso. All’interno, tra i numerosi rilievi, vi è raffigurata la battaglia tra Egizi e Ittiti a Kadesh.
Il tempio di Abu Simbel
Egitto: Il tempio di Abu Simbel
Più piccolo nelle proporzioni è il tempio della regina Nefertari, dedicato alla dea Hathor, la cui facciata è ornata dalle statue della regina e di suo marito. Dopo la costruzione della grande diga (iniziata nel 1960) i 2 templi furono minacciati di venire sommersi da una valanga d’acqua, pertanto nel 1964 fu intrapreso un progetto internazionale promosso dall’UNESCO che prevedeva che il tempio di Abu Simbel venisse smontato in blocchi da 30 tonnellate e ricostruito più in alto del livello delle acque che poi hanno formato il lago Nasser, nel rispetto non solo dell’architettura ma anche dell’orientamento dei templi l’uno con l’altro e di entrambi verso il sole. A tale impresa contribuirono 113 paesi tra cui anche l’Italia.



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