Siete in: home page


Diario di viaggio: Messico - Yucatan e Chiapas


Difficile scegliere la destinazione del proprio viaggio di nozze, soprattutto quando non si è viaggiato molto e ci sono disposizione tutti gli angoli del mondo da poter visitare (budget permettendo). Tra un ventaglio di proposte vagliato, abbiamo scelto il
Caraibi
Messico: Caraibi
Messico, abbinando mare e relax a cultura e tradizione. Il viaggio in Messico consisteva in 10 giorni di relax in uno dei meravigliosi villaggi presenti sulla riviera Maya (Yucatan) : il Playa Maroma, e un tour di 4 giorni nel Chiapas, tour che ci avrebbe portato alla scoperta di grandi siti Maya: Palenque; a contatto con i discendenti dei Maya visitando le graziose cittadine di San Giovan de Chiamala, San Cristobal de Las Casas; e in contatto diretto con la natura, attraverso la visita del Canyon del Sumidero e le cascate di Agua Azul.


Diario di viaggio Yucatan e Chiapas 06 -21 Settembre 2004


Partenza da Roma con Lauda Air, viaggio piacevole ed entusiasmante della durata di 11 ore. Arrivati all’aeroporto di Cancun in Messico, quello che ci colpisce è il forte contrasto tra l’aria condizionata dell’aeroporto e la cappa di umidità presente al di fuori di esso. Veniamo accolti dal personale del Ventaglio e subito trasportati al villaggio (20 min da Cancun). L’accoglienza è calorosa ed il villaggio stupendo, ovviamente ancora frastornati dal fuso orario e dalla notte/giorno insonne trascorsa, andiamo a dormire. Alle 6 del mattino siamo pronti per la conoscenza della struttura del villaggio e del tanto desiderato mar dei Carabi. Bellissimo! Non si può far altro che restare a bocca aperta dinanzi al magnifico paesaggio che si presenta davanti ai nostri occhi, la spiaggia bianca, il mare color turchese, le palme…. Tutto incantevole! Il villaggio, il Playa Maroma, è immerso in una riserva naturale protetta, ricco di vegetazione, dove è possibile scorgere enormi granchi blu, strani animaletti volanti (simile a scoiattoli), pappagalli e tanti altri uccelli bellissimi nei colori e nelle forme. Le camere situate in palazzine a più piani, dai colori vivaci e sgargianti, sono ben arredate e spaziose. Insomma un sogno durato 15 giorni. Dopo un primo ed un rapido approccio andiamo a fare colazione. Il cibo ottimo e sempre abbondante, abbiamo mangiato tante cose buone, e ogni giorno c’era l’imbarazzo della scelta. Ovviamente siamo tornati a casa con qualche chiletto in più! Il primo giorno è stato di relax totale, mare e sole, cocktail in riva alla grande piscina e spuntini vari, ma il Messico è troppo bello per non essere visto, quindi già dal secondo giorno abbiamo prenotato le varie escursioni che il villaggio offriva. La prima escursione, “Jungle tour”, consisteva nel visitare un parco protetto con una moto 4 x 4. Ovviamente il divertimento è stato guidare la moto addentrandoci nella foresta su stradine tortuose, lanciandoci in picchiata nelle pozzanghere di acqua, formatesi dalle recenti piogge. Straordinario è stato anche vedere e stare a contatto con diverse specie di animali, scimmie, tucani… non posso dimenticare il piccolo cerbiatto che è corso da me a leccarmi la mano o il pappagallo che è salito sulla spalla e non voleva più andare via. All’interno del parco c’era anche una grotta con un cenote. I cenotes, diffusissimi in Messico, sono pozzi di acqua limpidissima
cenotes
Messico: cenotes
continuamente alimentati da fiumi sotterranei. Ovviamente avendo già prenotato un tour nel Chiapas, non rimaneva che visitare lo Yucatan, scegliendo così la visita al sito archeologico di Chichen Itza e di Tulum. Così il giorno dopo di buon mattino abbiamo intrapreso la nostra seconda escursione verso Chichen Itza. Accompagnati da una guida preparatissima, Pablo, che già dai primi chilometri ha iniziato a raccontarci la storia Maya, abbiamo percorso un centinaio di km alternando il paesaggio tra una fitta vegetazione della foresta tropicale e i tanti villaggi posti sulla strada. Com’era strano vedere modi e usi diversi dai nostri. Ciò che mi colpiva di più, era la povertà, ma anche la dignità di questa gente. Per quelle popolazioni non esiste il lusso, vivono in case ( se così le possiamo chiamare) piccolissime, prive di pavimento e fatte di argilla, unica fonte di sostentamento è ciò che riescono a produrre coltivando la propria terra. Eppure, anche se ciò può sembrare una vita disagiata hanno sempre un sorriso da mostrarti. Lungo il tragitto ci siamo fermati in un grosso negozio, dove ci hanno spiegato come veniva fatta la Tequila, ci hanno mostrato come con i telai e quindi con una lavorazione manuale, venivano fatte coperte, tovaglie dai colori bellissimi. Dopo questa piccola tappa riprendiamo il viaggio verso il sito archeologico.
Chichen Itza, è uno dei più importanti e meglio conservati fra i siti archeologici del Messico. Comprende circa 30 costruzioni visibili, su oltre 100 che si sospetta siano ancora immersi nella vegetazione. Il monumento più spettacolare è la Piramide di Kukulkan (detta anche 'el Castillo'). La piramide, a pianta quadrata, è una rappresentazione del calendario Maya; la somma dei gradini posti sui 4 lati della piramide: 364, rappresentano i giorni dell’anno, ogni facciata presenta 52 pannelli come gli anni che compongono il secolo Maya, mentre le 18 terrazze presenti su ogni facciata, rappresentino i 18 mesi dell’anno. La piramide è orientata in modo tale che, il giorno degli equinozi di autunno e primavera, sul lato nord dell’edificio, si crei un gioco di luci e ombre, dove il sole disegna la figura di un serpente che sale o scende dalla parete. La nostra brava guida, posta ad una certa distanza dalla piramide, attraverso un semplice battito di mani, ha prodotto un suono simile ad una voce umana, a suo dire:
El Castillo
Messico: Chichen Itza
la voce di Kukulkan. Siamo saliti in cima e il panorama era strabiliante, la foresta si perdeva fin all’orizzonte fino ad incontrarsi con il celo. Salire è arduo, ma scendere lo è ancora di più. Il modo più semplice per farlo è salire obliquamente e scendere di fianco stando accovacciati. Del sito abbiamo visitato anche il Tempio Sacro dei Guerrieri, nome derivante dal guerriero scolpito sui pilastri; il Gioco della Pelota, la cui area di gioco è costituita da un rettangolo al cui centro sono inseriti 2 anelli di pietra attraverso i quali i giocatori dovevano lanciare la palla; l’osservatorio Maya: il Caracol, e infine il cenote di Xtoloc (pozzo naturale del sottosuolo) dove venivano sacrificate le vergini al dio Chac. Il giorno dopo, abbiamo visitato Tulum, la cui particolarità è quella di essere situata a picco sul mare. Mare dai colori vivaci e brillanti. Qui è possibile fare foto mozzafiato ed anche un bellissimo bagno rinfrescante visto il caldo in Messico.
Dopo due giorni di storia e cultura decidiamo di orientare la nostra prossima escursione verso qualcosa di più rilassante e naturalistico, così prenotiamo la gita in catamarano a Isla Mujeres, con cena sulla spiaggia a base di aragosta. Il catamarano è di lusso, e all’andata si balla e si beve, soprattutto tequila. Poche centinaia di metri all’arrivo e iniziamo a scorgere le tante lucine delle candele sistemate sui tavoli in spiaggia. Romanticissimo! La cena è stata squisitissima, l’aragosta….. che sapore! Abbiamo mangiato altro pesce sorseggiando dell’ottimo vino e poi per concludere altra tequila. Dopo esserci rilassati un po’, riprendiamo il viaggio di ritorno,. Beh! Non scorderò mai quelle sensazioni vissute. Ad un certo punto mentre eravamo stesi sulle reti del catamarano, con l’acqua che passava sotto di noi, e le stelle che dall’alto ci guardavano, hanno spento i motori, alzate le vele, e cullati dalle onde del mare, abbiamo fatto ritorno a Cancun. Meglio di così!


Dopo sei giorni abbiamo rifatto le valigie per il tour nel Chiapas, uno degli stati più poveri del Messico. Partenza coincisa con l’arrivo dell’uragano sulle coste del Messico. Dovevamo partire da Cancun per Tuxla Gutierrez con l’aereo, ma per questioni di sicurezza l’aereoporto è stato chiuso e quindi siamo partiti da Merida che abbiamo raggiunto con un pulmino viaggiando per 4 ore. Giunti lì, abbiamo preso l’aereo con destinazione Tuxla Gutierrez. Subito il trasferimento per il molo di Chiapas de Cozo dove abbiamo preso una lancia a motore navigando 35 km di torbide acque verdi racchiuse da pareti di roccia alte mille metri, del Canyon del Sumidero. Durante il
Canyon del Sumidero
Messico: Canyon del Sumidero
tragitto abbiamo avuto la fortuna di poter vedere tante specie di animali, quali coccodrilli, scimmie ululanti nelle loro divertenti esibizioni, volatili ed infine2 meravigliose cascate una delle quali a forma di albero di natale. La corsa di andata è durata circa un paio di ore, terminando all’imbocco della diga di Chicoasen. Dopo aver pranzato in un ristorantino messicano sito in prossimità del molo, abbiamo proseguito il viaggio verso San Cristóbal de las Casas a 2260mt di altitudine. L’impatto con la cittadina è stato meraviglioso, una grande piazza “Plaza 31 de marzo” gremita di gente al centro della quale la cattedrale della nostra Senora dell’Assuntion. La città di San Cristòbal è molto colorata e allegra, le strade sempre piene di gente, sia stranieri che non. Il nostro albergo era in perfetto stile coloniale, basse costruzioni color pastello, con inferriate in ferro battuto e tetti coperti da tegole rosse. Il giorno dopo siamo partiti per la visita di due piccoli villaggi discendenti dei maya che ne conservano tradizioni, costumi e credenze. Del primo villaggio, San Juan de Chamula, abbiamo visitato il tempio che con la sua mole bianca, i colori vivaci dell’arco e della porta si erige al centro della piazza. Qui, per ragioni politiche, non abbiamo potuto fotografare l’interno della chiesa e nemmeno i cittadini politici che passeggiavano nella piazza indossando poncho, e cappelli e stivali in stile cowboy. Il pavimento della chiesa è tutto ricoperto di aghi di pino, ai lati, una successione di Santi al cui collo una serie di specchi. La guida ci ha spiegato che questi specchi vengono messi dai credenti che hanno chiesto la grazia, e che il Santo ha esaudito. I Santi con più specchi sono quelli che hanno fatto più miracoli. All’interno del tempio, con l’utilizzo di tequila e coca cola, si effettuano una serie di riti religiosi propiziatori per sconfiggere le malattie. Gli abitanti non credono nelle cure del medico, ma fanno ancora riferimenti agli sciamani che utilizzano la coca cola come medicina. Dopo aver fatto un giro per il villaggio e visto la povertà in cui questa gente vive, ci siamo spostati verso il villaggio di Zincantan, abitato dai Tzotzil, i cui costumi sono di un porpora intenso. La Chiesa, è stata ricostruita nel 1975 a causa di un incendio. Al suo interno abbiamo trovato tantissime statue di animali in terracotta. Ritornati a San Cristobàl, abbiamo trascorso il pomeriggio dedicandolo allo shopping. Abbiamo fatto visita al mercato locale, ricco di colori e profumi molto intensi (alcune volte anche disgustosi). La mercanzia venduta va dalla coloratissima frutta e ortaggi, alla carne, animali vivi, erbe medicinali. Ci sono bancarelle che cucinano direttamente cibo, diffondendo nell’aria forti odori a volte più o meno piacevoli. Ovviamente per la pulizia che vi regna non è consigliabile comprare nulla. Oltre a questo, abbiamo visitato anche un mercato artigianale, che si tiene tutti i giorni intorno alla Chiesa di Santo Domingo, che risale al 1547 ed è uno degli esempi del barocco messicano, dove ci sono diverse donne vestite nei loro caratteristici costumi, intente a vendere la propria mercanzia, i loro tessuti colorati. Qui abbiamo comprato tantissime cose, ovviamente conviene contrattare molto prima di comprare. Il giorno dopo, partiamo per Palenque, lungo la strada facciamo sosta alle cascate di Agua Azul. Uno spettacolo della natura!
Agua Azul
Messico: Cascate di
Agua Azul
Ci sono una serie di cascate impetuose che precipitano in un lago dalle acque freddi e turchesi. Purtroppo, quando siamo arrivati non abbiamo potuto fare il bagno in quanto i giorni prima aveva piovuto e le acque erano molto torbide e piene di fango. Abbiamo risalito le cascate lungo una stradina fiancheggiata da un lato, dai classici venditori, dall’altro, dalla montagna con le sue infinite cascatine. Non potendo resistere a tanta bellezza io e Marco ci siamo rifugiati in un piccolo laghetto dalle acque limpidissime. Che spettacolo! Nel pomeriggio, ci siamo incamminati verso Palenque, ultima meta del nostro tour in Chiapas. Dopo esserci riposati e ristorati ai bordi di una piscina dall’acqua bollente, abbiamo cenato e siamo andati a dormire per recuperare le forze. Il giorno dopo si partiva per fare visita al sito archeologico di Palenque. Il sito, completamente immerso nella foresta tropicale, è costituito da quasi 500 edifici, ma non tutti sono stati riportati alla luce. Tali edifici sono stati costruiti tra il 600-700 a.c. senza l’ausilio di utensili in metallo o l’impegno di animali. Tra gli edifici più importanti abbiamo visto il Tempio delle Iscrizioni al cui interno c’era custodita la tomba del dignitario di corte: Pakal. Abbiamo risalito i 69 gradini che compongono la scalinata centrale, l’alto tasso di umidità ci ha colpito non poco, ma la sublime visuale di cui abbiamo goduto dalla sommità di questa piramide ci ha ripagato della fatica dell’ascesa. Infine, abbiamo visto il Tempio del Sol, il Tempio de la Cruz con i rilievi di Kan Balam e il Tempio della Croce Laminata.
Finalmente facciamo ritorno al nostro villaggio dove nel frattempo aveva fatto visita l’uragano, portando con se un sacco di detriti, approfittando per trascorrere un’intera giornata ad Xcaret. E’ un complesso turistico che vanta un parco eco-archeologico dalle numerose attrazioni. Abbiamo raggiunto il parco con l’autobus colorato del parco! Abbiamo trascorso una giornata bellissima, cercando di vedere il più possibile. Tra le cose più belle che abbiamo fatto e visto è l’attrazione del Rio del Paradiso, un fiume
Rio del Paradiso
Messico: Xcaret
sotterraneo navigabile su un’imbarcazione in legno. Lungo la strada abbiamo avuto la possibilità di vedere alcune abitazioni del popolo Maya. Per il pranzo ci siamo fermati nella laguna, dove abbiamo approfittato per fare il bagno, l’acqua è stupenda così com’è la natura che la circonda. Ancora, abbiamo visitato l’acquario tropicale con la usa infinita varietà di pesci tropicali, tartarughe marine, coccodrilli. Il farfallario è ancora una delle tante attrazioni, solo che faceva un po’ paura vedere tutte queste farfalle che ti volavano davanti gli occhi. Insomma è stata un’esperienza eccezionale, ci è dispiaciuto solo non poter prendere parte allo spettacolo finale che si tiene in un anfiteatro all’aperto, dentro il quale vengono rappresentati canti e danze folcloristiche di tutti gli stati del Messico.
Dopo aver trascorso 15 gg. visitando il Messico in lungo e in largo abbiamo dovuto lasciare questo popolo e paese meraviglioso, di cui ne abbiamo conosciuto solo una piccola parte, ma con la speranza che un giorno i nostri occhi e cuori ne arriveranno a conoscere un altro piccolo pezzo.
Consigli:
- I siti archeologici sono frequentatissimi dai gruppi di turisti organizzati dalle 10.30 del mattino ma non si trattengono mai oltre le 15.30 del pomeriggio. Pertanto, vi consiglio di pianificare la vostra visita prima o dopo questi orari, inoltre, la calura non è soffocante e la scalata alle piramidi è meno faticosa.
- Le scalinate di alcune piramidi sono molto ripide e la discesa può talvolta incutere un po' di timore: un buon metodo è quello di scendere non in linea retta, ma in leggere diagonali come se doveste sciare.
- Nel Chiapas le condizioni igieniche sono abbastanza precarie. E’ meglio non mangiare nulla dalle bancarelle. Inoltre nei wc non è possibile gettare carta, meglio abituarsi all’idea.
Mappa del sito
Mappa del sito