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Diario di viaggio Santo Domingo


Guardo fuori dal finestrino e vedo le nuvole, l’ala dell’aereo che con il suo grosso motore mi abbaglia riflettendo il sole…. Siamo di nuovo in viaggio! Stamattina a Roma faceva freddo, c’erano 3 gradi, tra poche ore, ce ne saranno 30.

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Destinazione: Repubblica Dominicana
Località: Bayahibe
Resort: Viva Dominicus Beach
Costo viaggio: 1550 €/persona



Diario di viaggio: Santo Domingo 25 Gennaio - 01 Febbraio 2008

Ah! Eden! Eden! Quest’anno eravamo indecisi se andare al Coco Bavaro con Veratour, al Barcelò con Sprintours, o al Viva Dominicus Beach con Eden. Anche se quest’ultimo rappresentava il viaggio dal costo più elevato, lo abbiamo preferito agli altri, perché saremmo giunti a destinazione con un volo diretto di sole 10 ore. A parte il fatto che l’operativo voli ci è stato comunicato solo 3 giorni prima della partenza, mentre il pagamento è stato preteso subito, il volo prevedeva scalo a Madrid sia all’andata che al ritorno. Partenza alle 10.25 da Roma con volo di linea Air Europa (compagnia spagnola), dopo 2 ore di volo atterriamo a Madrid, 3 ore di attesa, alle 15.30 rieccoci di nuovo in volo per Punta Cana. Il servizio a bordo è stato tra i più scadenti, ho patito la sete per quasi tutta la durata del viaggio. Tutto era a pagamento, comprese le cuffie, 3 euro per ascoltare un film che molto probabilmente sarebbe stato in spagnolo. Finalmente dopo nove ore interminabili, raggiungiamo la Repubblica Dominicana. L’aeroporto di Punta Cana, è bellissimo, in tipico stile locale, con i tetti fatti con le foglie di canna da zucchero. Ad accoglierci, una ragazza Eden Viaggi del villaggio Bavaro, che ci ha fatto salire insieme ad un’altra coppia, su di un pulmino che ci ha condotti dopo circa un ora e quaranta al Viva Dominicus Beach. Giunti al villaggio, non c’è stata nessuna accoglienza del nostro tour operator Eden, abbiamo fatto il check-in, e poi in giro per il villaggio alla ricerca di qualcosa da mangiare. Il giorno dopo, convocati per il briefing, abbiamo avuto l’onore di conoscere il nostro tour operator, che ci ha spiegato sommi capi il funzionamento del villaggio e le escursioni organizzate.
Dopo circa un’oretta di chiacchiere, io e Marco andiamo all’esplorazione del villaggio, della costa e del mare.
Il villaggio, diviso tra Beach e Palace, è molto grande e ben curato, semplice ed informale. La vegetazione all’interno è rigogliosa e molto curata, i giardini sono ampi e con diverse specie di alberi e fiori. Gli edifici del Viva Dominicus Beach.compresi i bungalow, sono fatti in muratura con i tetti fatti con le foglie di canna da zucchero. Con circa 5-10 minuti di cammino tra i vialetti immersi nella vegetazione, si raggiunge il Viva Dominicus Palace, che a differenza della zona del Beach, è un po’ più elegante.
Viva Dominicus Palace
Viva Dominicus Palace
Le stanze sono situate in palazzine coloniali immerse completamente nel verde, c’è anche un laghetto con delle fontane, al cui interno ci sono pesci, uccelli di vario tipo e perfino fenicotteri rosa. Insomma il villaggio è davvero molto molto carino. Per maggiori dettagli sul villaggio puoi leggere la scheda informativa del Viva Dominicus.
Anche la spiaggia è molto grande, e c’è solo l’imbarazzo della scelta. A gennaio, l’acqua è un po’ freddina, ma piacevole, e allora dopo solo un istante di esitazione eccoci fare il primo bagno nel mar dei caraibi, per poi poco dopo prendere il primo sole sorseggiando il primo cocktail offerto gentilmente dall’ALL INCLUSIVE. Questa è vacanza!
Il primo giorno decidiamo di restare nei pressi del bar centrale, ed ecco che veniamo subito travolti dall’allegria e simpatia dei ragazzi dell’animazione. Non si fermano mai, sempre in movimento a ballare, giocare, parlare e dispensare sorrisi che solo popolazioni così sanno darti. I primi due giorni trascorrono nell’ozio più totale, cercando di prendere un po’ di sole tra un nuvolone e l’altro. Per fortuna ha piovuto solo due sere, ma di giorno il cielo non è stato limpido, tanto da non farci godere a pieno dei bellissimi colori del paesaggio circostante.
Come tutte le nostre vacanze, non potevamo restare ad oziare l’intera settimana senza conoscere il paese che ci ospitava e così, pianifichiamo le nostre escursioni per i giorni seguenti. Ci sarebbe piaciuto andare in giro da soli per non incorrere negli schemi che il villaggio offre, ma nonostante i dominicani siano un popolo simpaticissimo e carino, più persone ci hanno sconsigliato di uscire dal villaggio da soli, ma in compagnia. E così tra i se e i ma, prenotiamo le escursioni per la capitale, Santo Domingo e per l’isola di Saona. Esperienze diverse ma entrambe belle, la prima culturale e storica, la seconda naturalistica e paradisiaca.

Iniziamo con la prima. Partenza alle 7.45. Dopo due ore di pullman durante le quali la nostra brava guida ci illustra quelle che sono gli usi, i costumi dei dominicani, giungiamo a Santo Domingo. Prima tappa del nostro tour, è l’Alcazar,
Alcazar: Elafonissi
Santo Domingo: Alcazar
dimora di Diego Colombo, figlio del celebre ammiraglio Cristoforo. La residenza, in stile gotico spagnolo, fu edificata all’inizio del sedicesimo secolo. Gli appartamenti sono rimasti arredati con mobili originali del XV° secolo. Il palazzo reale è circondato da mura di cinta costruite a difesa degli attacchi del pirata Francis Drake venuto per saccheggiare la città. Camminando tra le stanze, tra caravelle in miniatura e dipinti dell’epoca, mi sembrava di rivivere la storia. Nella mia mente tante le immagini dei film che hanno documentato la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Successivamente, ci siamo diretti in Piazza del Sole, denominata così perché nel centro fu costruita la prima meridiana, ancora, camminando tra i viali coloniali, lungo la Calle de las Damas (Strada delle Signore) ci siamo recati in una chiesa Gesuita, ora trasformata in Pantheon Nazionale della Patria, dove riposano le spoglie mortali degli eroi della guerra d’indipendenza. A protezione delle tombe, c’è una guardia, che resta fissa immobile per due ore, trascorse le quali viene sostituita. Tappa ad una gioielleria per una piccola spiegazione sulle due pietre più famose della Repubblica Dominicana, l’ambra e il laminar (pietra di colore azzurro) per poi seguire con l’acquisto di piccoli gioielli da portare a casa. A pranzo ci siamo recati in un caratteristico ristorantino locale, il "Conuco", dove abbiamo mangiato pietanze creole e visto una meravigliosa danza fatta da ballerini molto bravi su una bottiglia di rum. I piatti erano a base di riso da condire con fagioli, pollo alla griglia, carne macinata in una salsa molto saporita, parmigiana di melanzane (dal sapore e dal gusto simili alla nostra), e poi delle specie di chiacchiere fritte usate come pane, frutta e caffè. Davvero tutto molto gustoso e carino. Dopo esserci divertiti guardando i ballerini danzare, ci siamo rimessi in marcia e ci siamo recati a fare compere al Mercato Moledo. Il mercato mi ha ricordato sotto molti aspetti, il mercato di Khan el Khalili al Cairo.
Una serie di negozietti posti l’uno a ridosso dell’altro, che vendono tutti più o meno le stesse cose. Ovviamente c’è da stare molto attenti, non addentratevi troppo e cercate di non farvi “rapire” dai venditori che cercano in ogni modo di farti comprare qual cosina. E poi il solito consiglio è quello di contrattare sempre. Dopo essere usciti indenni dalle piccole compere, ci siamo recati al Parco Los Tres Ojos. Al centro della città, c’è un parco al cui interno ci sono delle caverne con tanto di stalagmiti e 3 piccoli laghi, usate in passato come rifugio dalle popolazioni indigene. Scendendo le scale si staglia davanti agli occhi uno scenario unico e bellissimo, le rocce ricoperte dalla vegetazione, la luce che filtra tra i rami, il silenzio del luogo….. Giunti in fondo raggiungiamo il primo lago, detto "dello zolfo", per le macchie bianche ritrovate sul fondo. In realtà le macchie bianche non sono zolfo in quanto se ce ne fosse stato, non potrebbero viverci al suo interno pesci, gamberi e tartarughe. Inoltrandoci nella caverna, abbiamo raggiunto il secondo lago detto "del frigorifero", per le temperature basse dell’acqua. In questo secondo lago, c’è una zattera che trasporta i visitatori da un lato all’altro del lago. Il terzo lago è detto "delle dame", perché più riservato rispetto agli altri due, serviva alle donne e bambini per fare il bagno lontano da occhi indiscreti. Terminata l’escursione torniamo al villaggio, ammirando ancora una volta la magnificenza del Rio de Chavon con la sua splendida vegetazione, i campi da canna da zucchero, i colori del mare in lontananza, i villaggi colorati.

Il giorno dopo ecco che siamo pronti per un’altra magnifica avventura: l’escursione all’isola di Saona. Partenza alle 9.00 dal villaggio con le lance a motore.
Saona stelle marine
Isola di Saona
Il tempo non è dei migliori, nubi neri sono sopra di noi e all’orizzonte il tempo non si preannuncia affatto buono, ma la guida ci assicura che giunti sulla spiaggia di Saona, il sole avrebbe fatto la sua comparsa. E allora si parte! Dopo circa 30 minuti di navigazione a velocità sostenuta, tra vento freddo e spruzzi di mare, raggiungiamo le piscine naturali dove ci sono le stelle marine giganti. E sono davvero giganti! Costringo Marco a tuffarsi e a prenderne una per fotografarla, lui un po’ fifone non ci riesce, ma riesco nel mio intento, fotografando qualcuno più audace di Marco. Dopo un breve bagno in queste acque bellissime, proseguiamo il viaggio costeggiando il Parco Nazional De Este, le mangrovie e infine raggiungiamo l’isola. La spiaggia è bianchissima e grandissima, il mare limpidissimo e bellissimo, l’isola disabitata e selvaggia. Per chi segue la serie televisiva Lost, devo dire che l’isola di Saona me l’ha ricordata più volte. Come di consueto, fatte le prime foto alla spiaggia di approdo, io e Marco andiamo alla scoperta dell’isola, degli anfratti più segreti, degli angoli più remoti. Ci incamminiamo lungo la parte più isolata, scoprendo mano a mano che ci allontaniamo dagli altri, angoli paradisiaci, dove colori e profumi hanno un valore unico. E come promesso dalla guida, ecco spuntare i primi raggi di sole, e allora tutto diventa ancora più bello! Dopo esserci rilassati e fatto un meraviglioso bagno tra acque turchesi, ripartiamo con le lance per pranzare nel villaggio di pescatori di Mano Juan. Pranzo discreto, come discreta è stata l’aragosta che abbiamo comprato al costo aggiuntivo di 26 dollari. Un po’ troppo cotta per i miei gusti, ma non ci demoralizziamo e allora subito ci addentriamo all’interno del paesino per vedere le case dei pochi abitanti presenti sull’isola. Ovviamente ciò che risalta più all’occhio è il senso di povertà, di degrado, di sporcizia, ma anche la serenità, la spensieratezza, la gioia di coloro che ci abitano. Sarà anche gente povera, ma come ho invidiato la loro vita in quel momento. Stare disteso su una spiaggia bianca, sotto l’ombra di una palma a riposare, guardando lo scintillio del sole su di un mare dai colori smeraldo è una cosa meravigliosa! Mentre noi, cosa guardiamo? Cemento, cemento e solo sprazzi di luce! E dopo questa oasi di pace è l’ora di tornare indietro, ritorniamo alle piscine naturali, dove rifacciamo il bagno ma questa volta accompagnato dai tanti brindisi fatti con rum e coca. Ubriachi ma felici, ritorniamo al villaggio, imprimendo negli occhi i nitidi colori del blu del mare, il verde delle palme, il celeste del cielo.
Purtroppo 7 giorni sono pochi e anche se ci sarebbe piaciuto andare a Samanà, Catalina ecc… ecc…, rinunciamo scegliendo il riposo prima del ritorno al duro lavoro. E così tra cocktail e pranzi, tra balli e spettacoli scorrono lenti gli ultimi due giorni del nostro bellissimo viaggio. E così come all’andata, anche al ritorno, senza l’assistenza del tour operator, facciamo il check out, e saliamo su di un pulmino che ci porta all’aeroporto di Punta Cana. Con un po’ di fortuna e dopo aver pagato la tassa di uscita di 20 dollari = 20 euro (un furto) che Eden ci aveva assicurato che non doveva essere pagata, prendiamo l’aereo che ci riporta verso casa.

Consigli:
- 7 giorni sono pochi per visitare un paese così bello come la Repubblica Dominicana. Se potete, fate 15 giorni e cercate di arricchire la vostra vacanza con tante escursioni.
- State attenti veramente a cosa mangiate o bevete, perché veramente potreste avere tanti problemi con la pancia, così come è capitato a noi.
- Cercate di cambiare i soldi con la moneta locale (pesos), ne guadagnerete nell’acquisto di qualsiasi cosa. Ovviamente tutto ciò che cambiate cercate di consumarlo perché il pesos non vale nulla al di fuori della Repubblica Dominicana.
- Attenzione perché nell’ aereoporto di Punta Cana la conversione dollaro euro è fatta in questo modo. 1 dollaro = 1 euro
- Non andate mai in giro da soli, specialmente di notte. Vi trovate in un paese povero, dove c’è un po’ di criminalità e dove la sera non è difficile trovare dominicani che girano armati.
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